Le patologie cardio-vascolari sono tra i fattori di rischio principali associati alla perdita uditiva nella popolazione adulta.

Ecco perchè, sempre più spesso, capita di dover protesizzare pazienti portatori di dispositivi medicali impiantabili (ad esempio pacemaker, defibrillatori, ecc.). Come è opportuno procedere? E’ possibile risolvere i problemi di udito senza interferire con questi dispositivi?

Un pacemaker monitora e aiuta a controllare il battito cardiaco per mezzo di una batteria, un generatore computerizzato e dei fili con alcuni elettrodi o sensori ad una estremità. Il generatore è alimentato dalla batteria, ed entrambi sono racchiusi in una scatola di metallo sottile. I fili, al termine della scatola, collegano il generatore al cuore. Il pacemaker funziona con l’elettricità, rilevando l’attività elettrica del cuore e poi, se questo batte in modo anomalo, inviando impulsi elettrici che fanno tornare il battito alla normalità.

Un apparecchio acustico, invece, è un piccolo dispositivo elettronico che consente di amplificare il suono. Ogni apparecchio acustico è composto da un ricevitore, un amplificatore, una batteria e dei circuiti elettronici.
La maggior parte dei modelli più recenti hanno inoltre la possibilità di essere associati ad alcuni accessori, come ad esempio un piccolo telecomando o il dispositivo per collegarsi all’audio del televisore.
La questione è se l’utilizzo di questi accessori può causare interferenze, o addirittura interrompere, il pacemaker alimentato elettricamente. Questo è ciò che più preoccupa gli utenti, dal momento che è stato riconosciuto che la funzione del pacemaker reagisce negativamente ai segnali cellulari, apparecchiature di sorveglianza elettronica e altre tecnologie wireless.
Gli apparecchi acustici sono dispositivi medici che soddisfano i requisiti delle specifiche direttive CE e sono testati per non creare nessuna interferenza che possa pregiudicare la sicurezza e l’efficacia dei dispositivi impiantabili.

Non ci sono perciò particolari controindicazioni nell’utilizzo delle protesi.
Per quanto riguarda gli accessori wireless o FM, è consigliabile tenerli ad una distanza di almeno 15 cm dall’impianto attivo e, in casi particolari, consultare il medico e/o il produttore del dispositivo impiantabile.

Nel 2001 l’Hearing Journal ha pubblicato un articolo riguardante proprio questo argomento. Nell’articolo, gli autori Levi A. Reiter e Jorge Camunas hanno descritto due studi che avevano fatto su apparecchi acustici e pacemaker. Il primo era uno studio su un singolo paziente in un centro di cardiologia, con la presenza del suo medico. Il secondo monitorava gli effetti di diversi tipi di accessori per protesi acustiche sulle diverse varietà di pacemaker posti all’interno di una cavità toracica artificiale.
In entrambi gli studi nessuno degli accessori testati ha interferito con la stimolazione del cuore o con la funzione di monitoraggio del pacemaker durante il loro funzionamento e non vi è stata alcuna interruzione o interferenza con la regolarità di stimolazione, indipendentemente dalla loro distanza.

Possiamo quindi concludere che è possibile risolvere i propri problemi di udito anche in presenza di dispositivi medicali impiantabili, ma è bene rivolgersi sempre ad Audioprotesisti certificati che vi assicureranno la protesizzazione più adatta e sicura.

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